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Favara, Il default arriva d'urgenza
Favara Il default arriva d'urgenza

Il Consiglio comunale convocato d'urgenza vota a maggioranza il dissesto finanziario. Da oggi Favara è ufficialmente in default. Per il sindaco Anna Alba l'Amministrazione sta abbattendo i costi della politica. Intanto nessun grillino in Giunta ha rinunciato all'indennità

di Pasquale Cucchiara - 25/11/2016

È bastata una seduta del Consiglio comunale convocata con i caratteri d'urgenza, in un momento di stagnazione dell'attività amministrativa, per dichiarare definitivamente il default di Favara. La maggioranza sostiene che l'urgenza del provvedimento è da ricercare nel tentativo di bloccare gli interessi che l'Ente è costretto a pagare. L'opposizione, uscita sconfitta da una seduta incandescente, ha sostenuto invano la necessità di rimodulare il piano di riequilibrio finanziario in modo da salvare Favara dal fallimento. In politica contano i numeri e la maggioranza pentastellata approva e passa avanti. 

In realtà, prima dalla votazione del dissesto finanziario, il consigliere Selenia Failla, del M5S, ha suggerito di inserire nella proposta la decadenza del vecchio piano di riequilibrio finanziario varato dalla precedente Amministrazione comunale. La proposta ha innescato un dibattito serrato, quasi surreale, fatto di reciproci attacchi senza esclusione di colpi. Ad ogni modo, dopo ore di dibattito, la maggioranza muscolare del M5S approva, con 13 "si", l'ordine del giorno. Otto i voti contrari, un solo astenuto.

In linee generali, la seduta si è configurata come un monologo dell'opposizione che ha finito per sfiancare il presidente del Consiglio comunale Salvatore Di Naro. Tanto che il presidente ha lamentato i ripetuti interventi fatti dal consigliere Marilì Chiapparo fino a dirle "Si sfoghi" prima di lasciarle la parola. Il capogruppo del PD, Laura Mossuto, a nome del partito ha ribadito la contrarietà a questo provvedimento bollandolo come semplice "volontà politica". Tra gli interventi anche quello di Tonino Scalia, di Sicilia Democratica e Salvatore Giudice dell'UDC.

Dei 14 consiglieri di maggioranza solo tre hanno preso la parola. Per il resto tutti muti. Carmelo Sanfratello, capogruppo del M5S, ha tentato, carte alla mano, di spiegare in termini economici l'inevitabile dissesto finanziario. Anche Carmela Russello, dirigente alle Finanze del Comune di Favara, chiamata ad intervenire, ha sostenuto la medesima tesi. L'assessore al bilancio Crocetta Madia ha spiegato, in un lungo intervento, i motivi del dissesto finanziario citando numeri precisi, come d'altronde aveva già fatto in passato.

Infine, i numeri snocciolati dal sindaco, Anna Alba, sui presunti risparmi sui costi della politica. "Nei primi 5 mesi della scorsa legislatura - ha dichiarato - i costi della politica sono stati pari a 115 mila euro mentre questa amministrazione, nello stesso lasso di tempo, è costata solo 16 mila euro". Peccato che, la riduzione dei costi della politica non è attribuibile all'attività di questa Amministrazione. Ricordiamo che con il ddl regionale sugli enti locali del 2015, i consiglieri comunali sono diminuiti da 30 a 26 e gli assessori da 6 a 5. Inoltre, grazie ai consiglieri d'opposizione della scorsa legislatura è stato modificato il regolamento per l’attribuzione del gettone di presenza riducendolo da 58 euro a 32,50 euro e soprattutto, fissato il tetto massimo delle commissioni consiliari.

Ad oggi, nessun grillino in Giunta ha rinunciato ad un euro di indennità così come tutti e 14 consiglieri comunali del movimento. L'atto di dissesto dovrà ora essere trasmesso, entro 5 giorni, alla speciale commissione del Mistero dell’Interno e alla Procura presso la Corte dei Conti che dovranno esaminare i dati ed eventualmente dare approvazione al dissesto. A Favara si insedieranno tre commissari nominati dal Ministero dell' interno che avranno il compito di risanare il passato utilizzando le azioni che riterranno più opportune. L'attuale Amministrazione si limiterà dunque a gestire l'ordinario ed il Consiglio comunale rimarrà in carica. Sarà una legislatura zoppa dove a perdere saranno, come al solito, i cittadini che saranno parzialmente privati dalla loro guida politica amministrativa che con tanto entusiasmo avevano votato appena 5 mesi fa.

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